PENNA E CALAMAIO – di R.Mancini

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Ancora oggi, nelle classi delle nostre scuole è possibile vedere dei banchi con un foro circolare nella parte alta, in corrispondenza dell’incavo per adagiare penne o matite.
Avrà un diametro di circa sei, sette centimetri e avrebbe dovuto accogliere,ma la cosa non ebbe mai seguito da quei primi banchi biposto di legno scuro che qualcuno potrebbe anche ricordare, un piccolo calamaio nel quale l’inchiostro, una volta rabboccato dalla bidella da un grossso bottiglione nero, non si versava neppure estraendo l’oggetto e rivoltandolo.
 E’ rinverdito intanto in me, con frequenti ritorni, il piacere di utilizzare, ogni tanto, la mia penna a pennini di varia foggia da intingere, al bisogno, in una bottiglietta d’inchiostro, non certo quei calamai monumantali da scrivania importante, per ottenere quel particolare tratto ora sottile, ora più corposo, adatto alle varie occasioni e ai tipi di carta e cartoncini.
Volete mettere infatti degli auguri espressi su cartolina con una penna con pennino a flusso d’inchiostro regolabile secondo la pressione della mano con quelli trasmessi con la fredda linea blu di una Bic? 
E come si presenterà uno scritto galante, specie se con grafia d’occasione, se l’ampliamento del tratto o il suo assottigliarsi accompagneranno anche visivamente i sentimenti esternati col tempo e la riflessione appropriati?
Altro che TVB!

Aggiungo: Sarà perchè la bidella era di lutto e non l’ho mai vista se non vestita di nero, sarà anche per una nera peluria sulle sue labbra, ma soprattutto per il bottiglione nero perchè pieno di inchiostro nero ed il banco nero come nero il mio grembiulino ravvivato solo dal fiocco azzurro e nere le copertine dei quaderni con i bordi rossi dei vari fogli,sarà per tutto questo dilagare di nero che, quando finalmente scrivevo a casa qualcosa di mio ( mi piaceva inventare storie di fantasia quasi ai limiti del reale), usavo un inchiostro blu pelikan con il quale i vari pennini che graffiavano il foglio sembravano ringraziarmi per essere quasi andati in vacanza al mare!

Il mio maestro non sopportava le bic poichè asseriva che per centrare la giusta inclinazione e favorire l’azione della sfera della sua punta, ci rimetteva la spina dorsale per la scorretta posizione nel banco. Quindi vai col pieno in questo piccolo calamaio incastonato nel banco e l’apparire sovente della bidella nera di lutto e di baffi!

 
 
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Pellegrino Mancini

Informazioni su Pellegrino Mancini

Lettere Moderne. Amo la fotografia da sempre, acquisita dalla viscerale passione per il cinema. Sviluppatasi come fotografia prettamente "familiare", si è poi evoluta dalla interessata osservazione di quanto mi circonda: dalle cose più piccole a quelle più grandi che però possono entrambe svelare spazi enormi di riflessione, ammirazione, stupore. Portarmi dietro sempre una compatta fa di me una persona che vive più intensamente perchè osserva e non passa oltre distrattamente sempre alla ricerca di qualcosa che abbia di che dire e raccontare sulla natura, gli uomini, le cose.

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