Festa al Vecchio Borgo, Imagora c’è!

In primo piano

La sera di domenica 16 luglio 2017 dalle ore 20.00 si potrà vivere la Festa al Vecchio Borgo, nelle vie del paese vecchio di Rizziconi, in provincia di Reggio Calabria. Una manifestazione, giunta alla quinta edizione, ideata e organizzata dall’Associazione Solidal’è onlus. 

«Un programma ricco che prevede mostre, spettacoli musicali, performance artistiche e degustazioni enogastronomiche – ha spiegato la Presidente di Solidal’è onlus Giusy Pappatico, nel corso della conferenza di presentazione – che sarà realizzato grazie all’impegno e alla collaborazione del gruppo di soci e a diverse realtà associazionistiche e imprenditoriali del territorio».

Pescatori a Scilla (RC) Ph. Giancarlo Parisi

Pescatori a Scilla (RC)
Ph. Giancarlo Parisi

Bagnara Calabra, Costa Viola (RC) Ph. Massimo Collini

Bagnara Calabra, Costa Viola (RC)
   Ph. Massimo Collini

 L’Associazione Imagorà sarà presente! Con una mostra fotografica titolata “Paesaggi, Borghi e Volti di Calabria”. Sono scatti realizzati dal gruppo di soci, guidato dal presidente Giancarlo Parisi, durante le “uscite fotografiche”, vere e proprie esplorazioni a contatto con il contesto naturale, paesaggistico e antropico calabrese; l’intento della mostra sarà quello di valorizzare luoghi della nostra terra, di rara bellezza, spesso poco conosciuti, e al contempo mostrare ritratti di persone che vivono quotidianamente, caparbiamente, il territorio.

Antica chiesetta dei Tripepi Ghorio di San Lorenzo (RC) Ph. Giuseppe Filice

Antica chiesetta dei Tripepi Ghorio di San Lorenzo (RC)
      Ph. Giuseppe Filice

La “Festa al Vecchio Borgo” si conferma un appuntamento atteso, un momento di aggregazione per la comunità nel segno della cultura, dell’arte, delle tradizioni, finalizzato anche alla raccolta fondi in favore delle famiglie in difficoltà del comprensorio.

  • MUSICA

Le vie del borgo cittadino saranno animate da due momenti musicali. In programma, i Colturasonyca, due giovani e virtuosi musicisti Enzo Argirò (chitarra) e Tato Barresi (handpan) che si esibiranno in una performance fatta di atmosfere cupe a volte o saltuariamente ambientali fino a groove più spinti.

Ilenia Surace & Formazione Stabile, band composta da quattro talentuosi artisti che si esibirà invece in brani che vanno dalla Bossa Nova del mitico Jobim alle Ballad di Gershwin, passando dal Jazz e sfiorando lo Swing, non trascurando i grandi successi della musica Pop, nazionale e internazionale. La splendida voce della cantante Ilenia Surace sarà egregiamente accompagnata dalle chitarre di Francesco Rao, dalla batteria di Gigi Giordano e dal basso di Davide Sergi.

  • ARTE

Interessanti e prestigiose le esposizioni artistiche previste per l’evento estivo targato Solidal’è. Protagonisti della serata gli artisti Giancarlo Colloca, Maurizio de Marco e l’Associazione di Cultura Fotografica Imagorà. In un suggestivo percorso, potranno essere ammirati i meravigliosi scatti del progetto inedito “L’ombra di Wetiko” di Giancarlo Colloca, artista calabrese poliedrico che attraverso la fotografia esamina il senso profondo delle cose e cerca di individuare l’anima del mondo, le sue bellezze e le sue contraddizioni, i cui lavori sono stati esposti in varie città d’Italia, in Svizzera, Russia, Finlandia, USA, Francia.

Una tecnica pittorica che si nutre unicamente del bianco e del nero, assenza di colore e scala di contrasti, bagliori improvvisi e ricami color inchiostro, quella dell’artista reggino Maurizio de Marco, grafico editoriale di professione che nella pittura esprime altre due passioni: il cinema e la musica. In “Black & White”, in mostra a Rizziconi, prendono vita soggetti di personaggi e attori famosi, vere icone del novecento, dal cinema muto americano, il grande Charlie Chaplin, al sogno sexy degli anni Cinquanta, la dolce e sensuale Marilyn, fino ad arrivare ai classici italiani e poi ancora sogni di jazz e blues.

  •  ENOGASTRONOMIA

Altrettanto interessanti gli appuntamenti dedicati all’enogastronomia: degustazioni guidate con specialità della tradizione culinaria calabrese abbinate a vini e birre artigianali con la collaborazione di giovani imprenditori del territorio, tra cui Vincenzo Barillà che è intervenuto alla conferenza di presentazione, sottolineando il suo entusiasmo per l’iniziativa e la sinergia creata con l’associazione di volontariato.

     In questa pagina trovate tre delle alcune delle foto che saranno esposte nella mostra.

VI ASPETTIAMO!!

 

Recensione e considerazioni sul “Processo alle fotografie” di Giancarlo Parisi

Verità. Mi soffermo su questo concetto che a mio avviso è centrale nel libro di Giancarlo Parisi.

L’immagine riprodotta da una fotografia, quando si avvicina sensibilmente a ciò che i nostri occhi vedono quotidianamente, o hanno già visto, assume il valore di verità assoluta. Parisi afferma in maniera categorica che non è mai così, è un assioma secondo l’autore. La verità non è espressa totalmente in una fotografia, come un articolo di giornale non è conforme perfettamente alla realtà dei fatti. Aggiungo io. Entrambi i mezzi comunicativi sono quindi veri solo parzialmente. Questo sillogismo mi fa sottolineare che nel libro, oltre naturalmente alla tesi esposta dall’autore, vi sono presupposti filosofici oltre che storici e sociologici. Compare infatti molto spesso il termine ontologico.

E se vogliamo aggiungere ulteriori aspetti, riferendoci alla verità assoluta si può arrivare agilmente a discorsi di carattere filosofico teoretico toccando il trascendente e il metafisico. Spunti estremamente interessanti che si ritrovano all’interno di un volume incentrato sulla post produzione fotografica.Parisi-copertinaTornando però sul versante giornalistico va citata la prefazione curata da Sandro Iovine, già direttore della rivisita “Il Fotografo”, nonché insegnante di Reportage e linguaggio della comunicazione visiva. Indubbiamente il valore documentale della fotografia rappresenta un elemento quasi imprescindibile dal testo di un articolo giornalistico. Ora, tanto l’uno, quanto l’altro, una volta pubblicati, non sono ovviamente la verità assoluta come già anticipato. Una porzione di essa, quanto il più onesta e oggettiva possibile, può determinarlo l’autore. Il concetto si può desumere con qualche esempio concreto: l’articolo su un omicidio in cui vengono utilizzati termini truculenti insistendo sulla drammaticità dell’accaduto; una lunghissima conferenza o un consiglio comunale riportato in poche battute, omettendo partecipanti e interventi.

La stessa cosa avviene esclusivamente quando si propone una foto, senza il corredo di didascalie: un’immagine nuda e cruda. L’autore fa diversi esempi che hanno costellato la storia dei fotoreporter più celebri.

Oggi, dopo quella che Giancarlo Parisi definisce “la grande digitalizzazione”, si può capire in maniera ancora più chiara la falsa convinzione che il fotografo a cui portavamo a sviluppare il nostro rullino, concretizzava esattamente quello che noi avevamo scattato. Utilizzo il termine chiara non a caso perché oggi tutto il processo che porta dal negativo all’immagine avviene simultaneamente, in chiaro dunque, e non in una camera oscura. Il fotografo agiva anche prima, nel retrobottega, gestendo gli agenti chimici e dosando i colori in maniera sapiente per poter proporre al cliente le fotografie il più possibile vicine alla realtà. Ma erano i suoi occhi a determinarla, non i nostri. L’importanza del punto di vista.

Oggi lo sviluppo avviene in meno di un secondo già sullo stesso schermo della macchina fotografica digitale e attenzione: non si tratta di un prodotto terminato, concluso. È solo l’inizio del processo per arrivare al risultato finale, l’inizio della post produzione.

 Uno sviluppo imprescindibile secondo Giancarlo Parisi. Si evince ancor di più questo concetto con le macchine reflex o con le cosiddette compatte evolute (piccole ma più costose per capirci) dove c’è la possibilità di scattare con un formato particolare, raw – grezzo. Quest’ultimo corrisponde alla diapositiva. E quella va sviluppata a proprio piacimento, tentando di riprodurre quello che i nostri occhi hanno fissato al momento dello scatto. Si può agire altrimenti attraverso determinati “movimenti” informatici su alcune parti della fotografia. Ritagliarla, ingrandirla, darle più o meno luminosità, saturazione e interventi che potenzialmente possono essere infiniti. Questo procedimento che da molti è visto come una truffa, non è nient’altro che una pratica sempre esistita nella storia della fotografia.

L’autore cita diversi casi, addirittura presenti agli albori della pratica fotografica, nell’800, quando lo sviluppo avveniva in maniera artigianale usando mezzi diversi da tastiera, mouse, schermo e un potente computer. Il modo è lo stesso, solo che adesso è molto più accessibile ad un numero sempre più elevato di persone.

Immaginiamo per un attimo un processo nell’accezione giuridica (Giancarlo Parisi è un legale realmente, tra l’altro n.d.r.), dove un ipotetico imputato è messo alla sbarra per una dichiarazione, dopo aver visionato numerose immagini nel corso di una mostra. Questa l’affermazione «Quella foto è stata ritoccata, photoshoppata e quindi è falsa!».

 Volendo fare l’avvocato difensore sosterrei che la buona fede dell’imputato si attesta dal momento in cui, attraverso i media, è stato costantemente bombardato da immagini apparentemente perfette. L’ipotetico imputato pensa dunque: “Ma quella modella non è così bella in tv come appariva nella foto della pubblicità della rivista o ancora, quel paesaggio con quelle luci e quei determinati riflessi, non può essere vero, non ricordo di averne mai visto uno così”. Rimanendo sul tema del paesaggio: “Un fiume che sembra setoso, senza le increspature dell’acqua? E com’è possibile?! No no, tutto ritoccato al computer”.

 L’accusa allora può immediatamente replicare tirando fuori una fotografia scattata nel 1979 con un “fiume setoso” e spiegare che fu scattata con la tecnica dei “tempi lunghi”.

Ma il processo o, come suggerisce il sottotitolo del libro, la battaglia è senza fine.
Un passaggio fondamentale, che propone l’autore stesso, è che vi sia maggiore consapevolezza attraverso l’insegnamento della storia della tecnica fotografica. Mi sembra davvero una proposta che può essere adottata concretamente: l’educazione alla fotografia. Una materia quanto mai attuale. Siamo invasi dalle fotografie, costantemente, e le nuove generazioni, nate con la fotocamera digitale, è giusto che sappiano qualcosa in più su ciò che utilizzano quotidianamente. Bisogna ricordare infatti che la fotografia ha un potere incredibile che talvolta sfugge al controllo. Conoscerne la storia può aiutare a gestire il presente e il futuro della cultura fotografica.

Dove acquistare “Processo alle fotografie”.

Giuseppe Bova

“Camera con Vista…sulla “Varia” è on-line!

Pagine-da-Camera-con-Vista---nA quasi un anno dalla celebrazione della “Varia” di Palmi, città del sud Italia in provincia di Reggio Calabria, pubblichiamo lo speciale numero “Camera con Vista” interamente dedicato alla manifestazione, giunta alla ribalta internazionale acquisendo lo status di bene immateriale dell’umanità Unesco. Ma tutti gli aspetti che riguardano ogni questione della “Varia” di Palmi, la sua storia, le altre feste strettamente collegate ad essa, proprio tutto, lo troverete leggendo questo numero. Quindi non mi prolungo e vi invito a sfogliare e a vedere. La parola accostata alla fotografia produce un risultato efficace. Speriamo con questo lavoro di esserci riusciti.

Pagine-da-Camera-con-Vista-pg2C’è un aspetto fondamentale che però dev’essere chiaro: un ringraziamento di vero cuore va a tutti coloro che si sono prodigati con il loro impegno, mi riferisco agli “Imagoriani” doc, coloro che hanno dedicato il loro tempo e, diciamocelo, si son fatti delle gran belle sudate nel torrido mese di agosto 2013, in orari proibitivi, per seguire ogni momento della “Varia”. Quasi la sesta corporazione: la divisa che ci ha contraddistinto era la maglietta nera, sicuramente non un toccasana ad oltre trenta gradi all’ombra, ma con la scritta dorata verticale “Imagorà”: fusione di immagine e piazza, il nostro segno distintivo. Mentre gli ‘mbuttaturi hanno trainato l’imponente macchina a spalla con la forza fisica, gli “Imagoriani”, mi piace chiamarli così piuttosto che formalmente “soci”, hanno cercato di immortalare attimi indelebili. E lo hanno fatto benissimo, documentando da più diversi e innumerevoli punti di vista. Ognuno di loro ha dato un contributo fondamentale e questa rivista che gli va dedicata. Il fatto che il loro impegno sia messo a disposizione di tutti anche attraverso “Camera con Vista” non è cosa di poco conto; chiedo dunque ai lettori che apprezzeranno testi e immagini di condividere il più possibile il magazine, che potete scaricare gratuitamente in pdf dal nostro stesso sito, oltre a sfogliarlo agevolmente sulla piattaforma di Issuu.

A tutti coloro che scopriranno per la prima volta la “Varia” ricordiamo che potranno viverla, mi pare il verbo giusto, il prossimo 31 agosto a Palmi. E nel frattempo leggete, osservate, indagate “Camera con Vista – Speciale Varia”.

Giuseppe Bova

ESTREMAMENTE CALABRIA: Il nuovo calendario della provincia di Reggio 2014

copertina

Il sentiero dell’associazione “Imagorà” è stato disseminato sin dalla sua nascita da progetti che come germogli sono cresciuti, fino a diventare consistenti alla maniera di arbusti resistenti alle intemperie. E  infine hanno prodotto i loro frutti. Ad oltre un anno dalla comparsa ufficiale di “Imagorà”, guardando indietro a quel sentiero, tutti coloro che hanno contribuito a seminare e curare con passione quei progetti, possono senz’altro essere orgogliosi. Perché questo preambolo che interseca la storia dell’associazione con la natura? Semplicemente perché il frutto del nostro lavoro è in questo caso legato in maniera diretta e indissolubile all’ambiente, al territorio, alle bellezze paesaggistiche. “Imagorà” è lietissima di poter annunciare la creazione di “Estremamente Calabria”, il calendario 2014 realizzato con il patrocinio della Provincia di Reggio Calabria.
È un oggetto che coniuga la bellezza naturalistica che si ha la possibilità di notare con l’occhio umano, all’immagine fotografica che se ne ricava, esaltandone le peculiarità che talvolta proprio lo sguardo non coglie. L’intento è quello di contribuire, con tale opera, ad una maggiore conoscenza del territorio della provincia di Reggio Calabria, anche di quei luoghi che non sono molto conosciuti e che si dimostrano di una bellezza emozionante. Sì, perché ammirando le fotografie potrà capitare di emozionarsi nello scorgere l’attrattiva generata da un luogo fisico. Ed ecco che subentra un altro elemento importante con cui si è voluto creare questo calendario: provocare sentimenti  e stati d’animo quali stupore e curiosità osservando gli scatti. In modo più preciso fare in modo che voi, cari lettori, possiate desiderare di vedere dal vivo ciò che ammirerete nel calendario. I mesi sono dodici ma le foto molte di più e numerosi i luoghi calabresi immortalati; tutti all’estremo di una regione che tanto ha da offrire. Anzi, è stato difficile poter selezionare solo una minima parte, la punta dell’iceberg, rispetto alle numerosissime fotografie disponibili nell’archivio di Imagorà e realizzate dai soci. Nonostante tutto, però, crediamo di aver operato una valida selezione. Sarete voi pubblico a deciderlo acquistando il calendario il cui prezzo è estremamente ridotto e accessibile: 7 euro!
SI RINGRAZIANO GLI SPONSOR: Galleria MondoArte, Arredamenti Magazzù, Studio Legale Associato Parisi e Ottica Fazzalari.

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VENDITA E DISTRIBUZIONE
Il calendario è disponibile a partire dal 10 di Agosto p.v., in una prima tiratura di 1000 copie. Dal momento che la realizzazione di una seconda tiratura non è certa, vi consigliamo di acquistare la vostra, rivolgendovi presso la corniceria Mondoarte, in Palmi, Corso Garibaldi, 109 – orari lavoro. Vi verrà rilasciata regolare ricevuta di pagamento.
In alternativa è possibile acquistare il calendario rivolgendosi presso diversi esercizi commerciali di Palmi e provincia, oppure ancora scrivendo una mail all’indirizzo info@imagora.it, indicando il numero di copie desiderate.

Buttate un occhio in… “Camera con Vista”

copertinaEd ecco, ci siamo. Finalmente è nata un’altra “creatura” di Imagorà: il magazine digitale Camera con Vista.

Come spiega il presidente Giancarlo Parisi nell’editoriale, siamo all’inizio di un’esperienza che ci auguriamo possa avere un brillante seguito. In primo luogo mi sento di ringraziare personalmente proprio Giancarlo, è doveroso sottolineare il grande impegno che ha dimostrato, nonostante le tante occupazioni personali.

Grazie anche per aver supportato e sopportato i miei continui suggerimenti, tesi alla ricerca della realizzazione di un ottimo “prodotto” finale. Ma al bando i termini di marketing, anche perché attualmente non vi è alcun ricavo economico. L’intento è stato quello di creare una rivista gradevole non solo agli amanti della fotografia ma a tutti i lettori che vogliano trascorrere qualche minuto piacevole in compagnia delle parole di chi ha scritto, osservando i numerosi scatti pubblicati. A partire dall’immagine di copertina che fa da sfondo perfetto al titolo della rivista, la cui scelta si desume dall’articolo di Giuseppe Filice.

indiceA spiegare poi come si è arrivati alla fotografia, intesa come oggi la conosciamo, ci pensa Barbara Cipri attraverso un puntuale e attento excursus storico. Zaly Caddeo ci descrive invece la vita e la personalità di un grande fotografo contemporaneo: Ernesto Bazan. Il presidente Parisi esprime le sue opinioni riguardo alcuni scatti della fotografa Anastasia Chernyavsky. Non è trascurato l’aspetto più squisitamente tecnico: Rocco Romola descrive minuziosamente le caratteristiche di un obiettivo e il giovanissimo Daniele Ligato ci spiega come scattare foto in notturna.

Dulcis in fundo c’è lo spazio dedicato a voi: sono pubblicate alcune vostre foto del contest che si è svolto su Facebook il mese scorso. Ci sono anche le informazioni su due concorsi cui vi invito a partecipare, potrebbero regalarvi grandi soddisfazioni. Anch’io ho voluto dire la mia a pagina tredici, realizzando una breve e personale lettura su uno scatto di Letizia Battaglia.

A tal proposito vi invito a dire la vostra, ovviamente non solo sul mio articolo ma sull’intera rivista. Le critiche costruttive e i suggerimenti saranno ben accolti, di questo si nutrirà il nostro lavoro. Rinnovo infine un ringraziamento a tutti i preziosi contributi forniti dai collaboratori e vi auguro una buona lettura accostata da una buona luce.

Potete scaricare il numero dalla relativa pagina su questo sito, oppure leggerla direttamente su ISSUU.com, a questo indirizzo.

Giuseppe Bova

Il presidente di Imagorà si afferma nel concorso “Paesaggi D’Istanti”

San Luca, stanza rosa - ©Giancarlo Parisi

San Luca, stanza rosa – ©Giancarlo Parisi

L’importanza di ricevere un premio nel settore della fotografia di paesaggio dev’essere qualcosa di particolare. La particolarità che contraddistingue un riconoscimento del genere è in un certo senso quella di aver fatto conoscere un luogo e, soprattutto, di averlo sublimato. Domenica 14 aprile il presidente di Imagorà Giancarlo Parisi ha ricevuto a Rogudi (Reggio Calabria) il primo premio per la sezione B della seconda edizione del Concorso fotografico “Paesaggi d’Istanti”. La fotografia titolata “Stanza Rosa”, per la sezione “Paesaggi naturali e sfigurati” si è aggiudicata l’importante riconoscimento nel concorso promosso dall’Associazione Pro-Pentedattilo onlus, in collaborazione con Agenzia dei Borghi Solidali, con Ecolandia – Parco Ludico Tecnologico Ambientale, con il Cine Foto Club Vanni Andreoni di Reggio Calabria e con la rivista trimestrale Calabria Sconosciuta. Di particolare rilevanza il fatto che la giuria che ha assegnato i premio era presieduta dal fotografo di fama internazionale Ernesto Bazan.

Da sinistra a destra, Giancarlo Parisi, Ernesto Bazan e Massimo Collini

Da sinistra a destra, Giancarlo Parisi, Ernesto Bazan e Massimo Collini

Al concorso erano in gara 254 fotografie, tutte di grandissimo pregio, ed è un vero piacere sapere che il “nostro” presidente sia riuscito a distinguersi. Quando un’immagine riesce a rispecchiare anche solo una parte di ciò che si aveva in mente è sempre un motivo di soddisfazione. In questo senso sappiamo che la fotografia di Giancarlo ha trasmesso molto, e ciò gli è stato dimostrato attraverso il premio. Tra i finalisti, inoltre, si sono distinti Massimo Collini, nostro Vicepresidente, nonchè l’amico e socio Giuseppe Filice, le cui immagini sono state esposte nella serata finale.
Un altro passo significativo per Imagorà.

Giuseppe Bova

 

La foto che non si vede

Cari soci, lettrici e lettori, mi rivolgo a voi tutti scrivendo di fotografia ma allontanandomi completamente dal punto di vista tecnico e spostandomi sul piano assolutamento teorico.

Premetto che questo articolo sarà volutamente provocatorio e sarebbe costruttivo sapere com’è la vostra personale visione di fotografia. Sì, perchè è questo l’argomento che voglio portare alla vostra attenzione: cos’è per voi la fotografia?

Una domanda apparentemente banale ma che potrebbe dare spunto ad un interessante confronto. Mi rivolgo in particolar modo a tutti coloro che hanno seguito il corso base organizzato da Imagorà e conclusosi qualche tempo fa.

Alcuni di loro hanno potuto appurare un vero e proprio universo sconosciuto che esiste dietro il click di uno scatto. Bene, a questo punto la mia personale provocazione: la fotografia non è solo ciò che vediamo (ovvio, si penserà), quindi non l’immagine che abbiamo immortalato, ma soprattutto quello che non si può vedere. Mi spiego meglio. Ogni volta che osservate la foto scattata da qualcun altro è facile pensare a quel determinato istante, almeno per me avviene così, e interrogarsi (quanto faceva caldo o freddo? cos’altro c’era in quel momento un po’ più in alto o in basso, a destra o sinistra?), e tantissime altre domande, fra cui: in che diamine di posto preciso era quando l’ha scattata?! Quesiti a cui potrà rispondere il fotografo e non la foto.

Quest’ultima, in formato digitale, è stracarica di dati che possono aiutarci a capire meglio le condizioni in cui è avvenuto lo scatto. Ma la forza dei dati che hanno registrato la nostra mente, la nostra pelle, tutto il nostro corpo in quel momento sono incalcolabili. Conclusione: è più importante la foto che non si vede con gli occhi.

Imagorà a “Note sull’arte”

Il modo migliore per far conoscere e apprezzare le numerose discipline attinenti alla cultura è quello della condivisione. Lo scorso 27 dicembre è stata dedicata un’intera giornata alla libera “fruizione” gratuita di rappresentazioni che si avvicinano allo spirito oltre che all’intelletto. Il tutto è stato voluto dal Lions Club di Palmi, e il luogo prescelto non poteva che essere la Casa della Cultura “Leonida Repaci”, all’interno della quale si sono riuniti scultori, restauratori, pittori, musicisti e… fotografi: c’eravamo noi con la nostra associazione “Imagorà”.

La formula più corretta è quella di affermare che quel giorno erano attivi diversi Artisti, senza accrescere o sminuire la partecipazione dei tanti presenti. Non a caso la manifestazione è stata denominata “Note sull’arte” e la duplicità del significato semantico del termine note la si è potuta appurare quando col sottofondo musicale si moltiplicavano le discussioni, i dibattiti, nonché note di approvazione per l’appunto. La Cultura si è dunque potuta sentire, la si respirava entrando nel foyer della Casa della Cultura, la si vedeva nei dipinti e nelle sculture, la si ammirava nelle fotografie esposte. La manifestazione è stata un modo per poter conoscere concretamente l’operato delle numerose associazioni culturali che orbitano nel panorama artistico palmese.

Oltre che con i molteplici visitatori c’è stato infatti un efficace interscambio di pareri tra i rappresentanti di tali associazioni. Il presidente di Imagorà Giancarlo Parisi ha avuto dunque modo di rapportarsi, tra i tanti rappresentanti, con l’associazione artistico culturale “Amici di Ermelinda Oliva” presieduta da Èlia Nasso. Tra le svariate manifestazioni d’arte, da annotare la presenza delle opere di Giuseppe De Domenico, i vascelli e caravelle in miniatura realizzati dai maestri Antonio Anastasio e il figlio Giuseppe.

È d’obbligo sottolineare che il deus ex machina è stato il presidente del distretto Lions di Palmi Saverio Crea che ha fortemente voluto tale prova tangibile della creatività palmese. Imagorà era lì e chissà che tale evento non possa tramutarsi in una proficua collaborazione tra le diverse associazioni per il prossimo futuro.
Giuseppe Bova

Old school…alla nuova maniera (la post-produzione è legittima?)

Cari soci di Imagorà, vi pongo una questione a cui penso spesso quando leggo i commenti alle foto. Si tratta della “post produzione” ovvero tutte quelle modifiche che vengono fatte con il pc, attraverso svariati programmi, con photoshop su tutti. Bene, mi chiedevo se non possa in un certo senso snaturarsi la purezza di uno scatto, agendo ulteriormente con il computer. Mi rendo conto che potrà sembrare una questione banale, ma ripeto per l’ennesima volta che sto avvicinandomi alla fotografia solo adesso e a piccoli e lentissimi passi. Vorrei comunque spostare l’attenzione sul principio: una foto scattata con una macchina, un obbiettivo e tutti gli altri accessori, senza alcun ritocco, non è più “pura” rispetto ad un’altra che viene ulteriormente modificata? Mi si ribatterà che bisogna contestualizzare il tutto, che ci troviamo nel XXI secolo e che sarebbe ridicolo sottrarsi alla tecnologia. Ok, ma avere già una macchina sofisticata, che il fotografo spesso non vede più come un esclusivo mezzo meccanico, e che diventa invece quasi prolungamento del suo occhio, non rende l’immagine scattata in quel momento realmente “finita”? Perchè ritornarci ulteriormente? Sarà sicuramente perfetta, una volta modificata, ma l’imperfezione del momento…non la rendeva unica?

Giuseppe Bova