Programma ufficiale uscita “Civita & Dintorni”

Continua l’attività escursionistica di Imagorà Fotografia, che è lieta di annunciarvi il programma ufficiale della seconda uscita fotografica “Civita & Dintorni” che si terrà nei giorni 17-18 e 19 ottobre 2014. Il gruppo raggiungerà una delle tappe più ambite per gli amanti della montagna e della natura, fra i boschi e le valli del Pollino, per trascorrere un fine settimana in compagnia dei soci e di tutti gli altri partecipanti all’escursione.

Data e luogo di partenza: 17/10/14 alle ore 6.45 da Palmi, piazza I° maggio. Chi trovasse scomodo raggiungere Palmi per il raduno, potrà aggregarsi al gruppo successivamente, avendo cura di interfacciarsi telefonicamente con gli organizzatori al seguente recapito telefonico: 380.19 62 348.

Data di ritorno: 19/10/14 in serata.

Quota di partecipazione: € 10,00 per i non soci. Trattasi di mero contributo all’attività dell’Associazione.

Costo del pernottamento: € 69,00 per tutti i partecipanti, comprensivo di N. 2 pernottamenti con prima colazione presso dei Bed&Breakfast situati nel comune di Civita.

Altri Costi: da sostenere in loco per eventuali visite guidate alle Gole del Raganello (condizioni meteorologiche e ambientali permettendo)

Tempi e modi di adesione: i partecipanti dovranno inviare una prima e-mail di richiesta di partecipazione a: info@imagora.it, per verificare la disponibilità dei posti ancora liberi, oppure chiamare al numero 380 19 62 348. Successivamente, a titolo di conferma, entro e non oltre il 5 ottobre 2014, dovranno inviare una nuova mail con allegata la ricevuta di versamento della quota di partecipazione (€ 79,00 per i non soci, € 69,00 per i soci) (da intestare all’Associazione Fotografica Culturale “Imagorà” sul c/c postale n. 001017942283) e al modulo di liberatoria compilato e firmato (scarica qui il modulo). Coloro i quali, per qualunque motivo estraneo all’organizzazione, dovessero decidere di non prendere parte all’escursione NON avranno alcun diritto al rimborso delle somme versate.

Numero massimo di partecipanti:  vi sono in totale 20 posti disponibili.

Trasporto: è previsto trasporto con mezzo proprio, tuttavia, sarà possibile viaggiare su una delle auto degli organizzatori sino ad esaurimento posti.

http://www.comunedicivita.it/civita.html

CIVITA: Immersa in un contesto naturalistico senza pari, su una delle più belle vallate del Pollino di sud-est ai piedi dell’omonima valle, a 450 mt sul livello del mare, a cui fanno da corona a nord il Monte Raza Rrëza (in arbëresh, falda di monte) e ad est la montagna di Cernostasi si trova Civita, porta d’accesso al Parco del Pollino il più esteso d’Europa. Il paese gode da un lato di uno scenario vegetale di tipo mediterraneo e dall’altro del suggestivo paesaggio del canyon del Raganello.[1]

Oltre la visita del borgo di Civita, l’escursione proseguirà nei dintorni del Pollino, presso alcune località montane immerse nel boscoso verde del Parco Nazionale. Inoltre, se le condizioni meteorologiche e ambientali lo permetteranno, si potranno visitare le famose Gole del Raganello.

L’itinerario previsto potrà subire variazioni in base alle condizioni meteo e al tempo a disposizione.

Per info, sulla disponibilità dei posti auto o di qualunque altra informazione, contattate Imagorà tramite mail  all’indirizzo di posta elettronica: info@imagora.it o mediante cell. al numero 380 19 62 348.

Si rammenta che ogni partecipante dovrà essere autosufficiente per il viaggio di andata e ritorno e per il vitto (con esclusione della colazione che sarà fornita presso la struttura ricettiva). La partecipazione all’uscita sarà possibile solo mediante la firma di una liberatoria, poiché Imagorà si esonera da ogni responsabilità di danni fatti e/o subiti a cose e/o a persone per l’intera durata dell’escursione. Si consiglia abbigliamento comodo e un equipaggiamento adatto al trekking e al clima montano.

Si esige, altresì, un comportamento civile e riguardoso verso la natura, la fauna e la flora dei luoghi visitati.

[1] http://www.comunedicivita.it/civita.html

“Camera con Vista…sulla “Varia” è on-line!

Pagine-da-Camera-con-Vista---nA quasi un anno dalla celebrazione della “Varia” di Palmi, città del sud Italia in provincia di Reggio Calabria, pubblichiamo lo speciale numero “Camera con Vista” interamente dedicato alla manifestazione, giunta alla ribalta internazionale acquisendo lo status di bene immateriale dell’umanità Unesco. Ma tutti gli aspetti che riguardano ogni questione della “Varia” di Palmi, la sua storia, le altre feste strettamente collegate ad essa, proprio tutto, lo troverete leggendo questo numero. Quindi non mi prolungo e vi invito a sfogliare e a vedere. La parola accostata alla fotografia produce un risultato efficace. Speriamo con questo lavoro di esserci riusciti.

Pagine-da-Camera-con-Vista-pg2C’è un aspetto fondamentale che però dev’essere chiaro: un ringraziamento di vero cuore va a tutti coloro che si sono prodigati con il loro impegno, mi riferisco agli “Imagoriani” doc, coloro che hanno dedicato il loro tempo e, diciamocelo, si son fatti delle gran belle sudate nel torrido mese di agosto 2013, in orari proibitivi, per seguire ogni momento della “Varia”. Quasi la sesta corporazione: la divisa che ci ha contraddistinto era la maglietta nera, sicuramente non un toccasana ad oltre trenta gradi all’ombra, ma con la scritta dorata verticale “Imagorà”: fusione di immagine e piazza, il nostro segno distintivo. Mentre gli ‘mbuttaturi hanno trainato l’imponente macchina a spalla con la forza fisica, gli “Imagoriani”, mi piace chiamarli così piuttosto che formalmente “soci”, hanno cercato di immortalare attimi indelebili. E lo hanno fatto benissimo, documentando da più diversi e innumerevoli punti di vista. Ognuno di loro ha dato un contributo fondamentale e questa rivista che gli va dedicata. Il fatto che il loro impegno sia messo a disposizione di tutti anche attraverso “Camera con Vista” non è cosa di poco conto; chiedo dunque ai lettori che apprezzeranno testi e immagini di condividere il più possibile il magazine, che potete scaricare gratuitamente in pdf dal nostro stesso sito, oltre a sfogliarlo agevolmente sulla piattaforma di Issuu.

A tutti coloro che scopriranno per la prima volta la “Varia” ricordiamo che potranno viverla, mi pare il verbo giusto, il prossimo 31 agosto a Palmi. E nel frattempo leggete, osservate, indagate “Camera con Vista – Speciale Varia”.

Giuseppe Bova

Potamìa, memoria di un popolo…

testataRisalendo il corso del Torrente Buonamico, poco prima che le pareti della sua valle si restringano, è possibile scorgere in alto, seminascosti tra la vegetazione, alcuni ruderi. Si tratta dei resti di “Potamìa“, antico villaggio in cui vivevano gli avi dell’attuale paese di San Luca (RC). Il villaggio fu abbandonato ufficialmente il 18 ottobre 1592 a causa dei frequenti fenomeni franosi – l’ultimo dei quali (autunno 1590) lo distrusse quasi completamente – allorquando venne fondato l’attuale San Luca, su un sito più a valle e maggiormente sicuro dal punto di vista delle frane.
Visitare luoghi simili a questo è un’esperienza affascinante e allo stesso tempo triste. Sebbene non sia distante dall’attuale centro abitato e nonostante a valle dello sperone roccioso su cui insiste (e sulla cui sommità si registra un’altitudine di 394 metri s.l.m.) si stendano numerosi campi coltivati ad olivo, Potamìa è ancora oggi densa di gran parte dell’atmosfera di oltre 400 anni or sono. Purtroppo il sito non è mai stato oggetto di studi archeologici e piani di recupero, che certamente avrebbero consentito di ricostruire la memoria storica e donare alle nuove generazioni una testimonianza del loro passato.
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Il Torrente Calivi e le cascate di Teresa e Paola

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In alto i resti dell’antico ponte – In basso la briglia di contenimento sventrata dalla corrente.

Il torrente Calivi è anche conosciuto come Fiumara Galati ed è uno dei quattro torrenti (o fiumare) che interessano il comune di Santa Cristina d’Aspromonte (insieme al Duverso, al Lago e al Calabretto) e che segna il confine con il comune di Oppido Mamertina.
In questo periodo dell’anno il torrente é particolarmente ricco d’acqua, a causa delle piogge ancora frequenti ed allo scioglimento delle nevi invernali. Ciononostante, con Imagorà abbiamo deciso di realizzare comunque l’escursione, consci delle maggiori difficoltà che avremmo incontrato, proprio per poter fotografare il torrente e le cascate che si formano lungo il suo corso in condizioni di maggiore impeto.
Il Calivi si trova poco più a monte di Santa Cristina, raggiunta la quale è sufficiente proseguire per qualche chilometro sulla strada provinciale 112 fino a raggiungere il “ponte calivi”; lo si riconosce per via dei resti di un ponte più antico, spazzato via dalla furia del torrente. A quel punto si lascia l’auto e inizia l’escursione! Un piccolo sentiero al lato del ponte conduce direttamente sul greto del torrente e si puó notare la presenza di una briglia di contenimento, letteralmente sventrata dalla corrente.
Come quasi tutti i torrenti Aspromontani del lato tirrenico, il Calivi è insediato in una forra ricca di vegetazione e apparentemente ostile. Ad uno sguardo più attento, accompagnato da una buona preparazione fisica e materiale (abbigliamento e accessori per l’escursione), si scopre poco a poco che quella che all’inizio sembrava ostilità è, in realtà, l’ennesima prova di natura pressochè incontaminata che si riscontra in Aspromonte.
La risalita del torrente è un’esperienza entusiasmante, caratterizzata da una totale immersione nella natura, tra la rigogliosa vegetazione e le acque cristalline. Sul percorso del torrente, infatti, si formano numerosi laghetti dai colori cangianti tra il verde smeraldo e il blu cobalto che durante i mesi estivi sono meta di alcuni gruppi di irriducibili bagnanti. Continua a leggere

LA PIETRA DI DRAGUT TRA LEGGENDA E STORIA

Testo e foto della Marinella di Palmi (RC) anni settanta e della Pietra di Dragut  di R.Mancini

 

scheda dragRisalendo per qualche centinaio di metri dalla spiaggia della Marinella, nell’odierna contrada chiamata Acqualive, si scorge un enorme masso che la tradizione locale identifica come La Pietra di Dragut, dove questo terribile pirata sarebbe stato decapitato, dopo  il ferimento e la cattura, da ardimentosi cittadini  dell’antica Palmi questa volta avvertiti per tempo e non più disposti a subire l’assalto della solita ciurmaglia di barbareschi turchi, approdati con l’intento di far bottino e schiavi. Continua a leggere

Pietra Castello, luogo incantato

All’interno della Costa Ionica, in corrispondenza degli abitati di San Luca e Natile, si trova un’area di estremo interesse naturalistico, storico e ambientale, conosciuta come “La Valle delle Grandi Pietre” (fig. di testata). Il nome le deriva dalla presenza di numerosi monoliti, il più grande e conosciuto dei quali è Pietra Cappa, ed al quale si affiancano Pietra Longa, Pietra Stranghiò, le Rocce di Febo ed, appunto, Pietra Castello.
Quest’ultima è, in realtà, un agglomerato di enormi rocce, alcune delle quali particolarmente imponenti, il cui nome le deriva, secondo le poche fonti disponibili, sia dalla posiziona arroccata, sia dalla forma, sia dall’effettiva presenza di ruderi di un Castello risalente, sembra, al periodo Bizantino. Continua a leggere

Il Lago Costantino: una meraviglia al tramonto

E’ possibile rimanere attoniti dinnanzi alla potenza di un luogo e turbati da un insieme di sentimenti tra di loro contrastanti conseguenti alla sua visione.
Meraviglia, incredulità, rispetto, tristezza.
Il Lago Costantino è nato, ha avuto la sua parentesi in questo mondo, e sta andando via, mesto e silenzioso.
Sono passati quasi quarant’anni da quella notte di pioggia e fulmini che, tra il 3 e il 4 gennaio 1973, causò la frana che ostruì il corso del torrente Bonamico, dando origine al lago; molti di più di quelli che, secondo alcuni ricercatori dell’università di Berlino che studiarono il lago negli anni successivi alla sua formazione, sarebbero stati sufficienti alla sua completa scomparsa, a causa dell’accumulo di detriti sul fondo.
Oggi non rimane che circa un quarto dell’originaria estensione del Lago, poco più che una pozza se paragonato al periodo più rigoglioso e che lo vedeva estendersi per una lughezza di 2,4 km, per un totale di 7.000.000 di metri cubi d’acqua ed una profondità massima di 18 metri. Continua a leggere