UNO SCOGLIO RACCONTA – di R.Mancini

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Ai piedi del Sant’Elia, me ne sto quasi come un cuneo che puntelli la montagna e chiudo a sud La Marinella di Palmi nello scenario della Costa Viola.
Nome più bello per uno scoglio non potevano trovarmelo perchè “Arcudace” o “Arco di Aiace” richiama, in una magica reminiscenza epica, all’arma e al grande eroe greco dell’Iliade che arrivò, alla fine della Guerra di Troia, ad uccidersi per l’affronto subito da parte del Gran Consiglio degli Achei.
Il quale, ingrato per le sue gesta e per avere egli riportato nel campo greco le armi di Achille, ucciso da Paride con una freccia nel vulnerabile tallone, assegnò queste armi ad Ulisse che col suo Cavallo di Legno aveva risolto le sorti della decennale guerra.
Poi Ulisse subì, proprio in questo braccio di mare, una furiosa tempesta scatenatasi per l’apertura, da parte dei suoi compagni, dell’Otre dei Venti regalatogli da Eolo, re dele isole che mi fronteggiano (anche se l’Odissea narra che questo avvenne quando si era già in vista di Itaca) e le armi, custodite gelosamente in una cassa, si rovesciarono sui fondali marini dove veloci Tritoni le raccolsero per riportarle al dio Nettuno. Continua a leggere

UNA TORRE…RACCONTA – di R.Mancini

perpen   Attoniti notai gli occhi degli addetti al telegrafo che, quella mattina del 22 agosto 1860, videro irrompere degli uomini armati in camicia rossa, appena sbarcati nella sottostante Marinella, che ordinarono la trasmissione di un telegramma del loro generale Garibaldi che così riportava: “Le truppe nemiche si sbandano,la nostra marcia è un trionfo.”

Così io, la Torre di San Francesco, ora Torre del Telegrafo, entravo  nel vivo della Storia d’Italia dopo lunghi silenzi di ben tre secoli da quando ero stata costruita, assieme a quella di Pietre Negre nel 1565, per tutelare la costa e le sue popolazioni dalle improvvise scorrerie piratesche saracene.

Così si attuava la disposizione del Duca di Seminara Carlo II Spinelli e dai miei merli sentinelle scrutavano notte e giorno all’orizzonte pronte a dare l’allarme, con fumo o fuoco visibile dalle torri vicine, e col concitato galoppo dei “cavallari” per allertare popolazioni ed armati, che dal mare si avvicinavano malintenzionate accozzaglie di tagliagole pronte a tutto pur di razziare e violentare. Continua a leggere

ESTREMAMENTE CALABRIA: Il nuovo calendario della provincia di Reggio 2014

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Il sentiero dell’associazione “Imagorà” è stato disseminato sin dalla sua nascita da progetti che come germogli sono cresciuti, fino a diventare consistenti alla maniera di arbusti resistenti alle intemperie. E  infine hanno prodotto i loro frutti. Ad oltre un anno dalla comparsa ufficiale di “Imagorà”, guardando indietro a quel sentiero, tutti coloro che hanno contribuito a seminare e curare con passione quei progetti, possono senz’altro essere orgogliosi. Perché questo preambolo che interseca la storia dell’associazione con la natura? Semplicemente perché il frutto del nostro lavoro è in questo caso legato in maniera diretta e indissolubile all’ambiente, al territorio, alle bellezze paesaggistiche. “Imagorà” è lietissima di poter annunciare la creazione di “Estremamente Calabria”, il calendario 2014 realizzato con il patrocinio della Provincia di Reggio Calabria.
È un oggetto che coniuga la bellezza naturalistica che si ha la possibilità di notare con l’occhio umano, all’immagine fotografica che se ne ricava, esaltandone le peculiarità che talvolta proprio lo sguardo non coglie. L’intento è quello di contribuire, con tale opera, ad una maggiore conoscenza del territorio della provincia di Reggio Calabria, anche di quei luoghi che non sono molto conosciuti e che si dimostrano di una bellezza emozionante. Sì, perché ammirando le fotografie potrà capitare di emozionarsi nello scorgere l’attrattiva generata da un luogo fisico. Ed ecco che subentra un altro elemento importante con cui si è voluto creare questo calendario: provocare sentimenti  e stati d’animo quali stupore e curiosità osservando gli scatti. In modo più preciso fare in modo che voi, cari lettori, possiate desiderare di vedere dal vivo ciò che ammirerete nel calendario. I mesi sono dodici ma le foto molte di più e numerosi i luoghi calabresi immortalati; tutti all’estremo di una regione che tanto ha da offrire. Anzi, è stato difficile poter selezionare solo una minima parte, la punta dell’iceberg, rispetto alle numerosissime fotografie disponibili nell’archivio di Imagorà e realizzate dai soci. Nonostante tutto, però, crediamo di aver operato una valida selezione. Sarete voi pubblico a deciderlo acquistando il calendario il cui prezzo è estremamente ridotto e accessibile: 7 euro!
SI RINGRAZIANO GLI SPONSOR: Galleria MondoArte, Arredamenti Magazzù, Studio Legale Associato Parisi e Ottica Fazzalari.

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VENDITA E DISTRIBUZIONE
Il calendario è disponibile a partire dal 10 di Agosto p.v., in una prima tiratura di 1000 copie. Dal momento che la realizzazione di una seconda tiratura non è certa, vi consigliamo di acquistare la vostra, rivolgendovi presso la corniceria Mondoarte, in Palmi, Corso Garibaldi, 109 – orari lavoro. Vi verrà rilasciata regolare ricevuta di pagamento.
In alternativa è possibile acquistare il calendario rivolgendosi presso diversi esercizi commerciali di Palmi e provincia, oppure ancora scrivendo una mail all’indirizzo info@imagora.it, indicando il numero di copie desiderate.

Giuseppe Filice si afferma al Concorso “Stessa terra nuovi occhi”

Ricordi di Gioventù - ©Giuseppe Filice

Ricordi di Gioventù – ©Giuseppe Filice

Si è svolta il 2 luglio la cerimonia di premiazione del concorso fotografico organizzato dal Rhegium Julii STESSA TERRA NUOVI OCCHI LO SCATTO E L’IMMOBILISMO. Il concorso è stato vinto dal socio Giuseppe Filice con la Foto “RICORDI DI GIOVENTU’”, immagine che ha ricevuto molte onorificenze e menzioni importanti. Lo scatto evoca ricordi di tempi passati, della gioventù e dei giochi tra ragazzi nel verde e incontaminato mondo , lontano dalla turbolenta e frenetica vita odierna. Il tutto incorniciato da un tramonto dorato che rende lo scenario dello Stretto di Messina ancor più affascinante.
Presidente di giuria Alessandro Mallamaci e il fotografo Franco Cara che tenuto un discorso importante sullo stato attuale della fotografia e da come viene percepita dal pubblico.
Il tema del concorso era quello di proporre immagini che raccontassero qualcosa di importante e che abbiano un impronta diversa dalle migliaia di foto che quotidianamente vengono condivise e pubblicate sul Web… Quante volte sfogliamo pagine su pagine sui social network e veniamo bombardati da immagini spesso uguali tra loro , che non evidenziano la firma di chi li esegue. Ci preoccupiamo spesso di controllare la nitidezza, le regole di esposizione, la cromia ecc. ma ci dimentichiamo di capire cosa la foto vuol trasmettere , spesso inserendo commenti che non ci appartengono , ma spontanei di un mondo alla ricerca del lustro e non del succo del lavoro fotograficamente pubblicato. Il concorso ha voluto evidenziare e premiare quelle foto che hanno un significato e soprattutto la traccia della mano di chi le ha scattate.
L’immagine di Giuseppe non ha deluso le aspettative e ha convinto la giuria ha esprimere un giudizio positivo che ha premiato la foto e menzionato altre immagini dello stesso che erano in concorso.

Buttate un occhio in… “Camera con Vista”

copertinaEd ecco, ci siamo. Finalmente è nata un’altra “creatura” di Imagorà: il magazine digitale Camera con Vista.

Come spiega il presidente Giancarlo Parisi nell’editoriale, siamo all’inizio di un’esperienza che ci auguriamo possa avere un brillante seguito. In primo luogo mi sento di ringraziare personalmente proprio Giancarlo, è doveroso sottolineare il grande impegno che ha dimostrato, nonostante le tante occupazioni personali.

Grazie anche per aver supportato e sopportato i miei continui suggerimenti, tesi alla ricerca della realizzazione di un ottimo “prodotto” finale. Ma al bando i termini di marketing, anche perché attualmente non vi è alcun ricavo economico. L’intento è stato quello di creare una rivista gradevole non solo agli amanti della fotografia ma a tutti i lettori che vogliano trascorrere qualche minuto piacevole in compagnia delle parole di chi ha scritto, osservando i numerosi scatti pubblicati. A partire dall’immagine di copertina che fa da sfondo perfetto al titolo della rivista, la cui scelta si desume dall’articolo di Giuseppe Filice.

indiceA spiegare poi come si è arrivati alla fotografia, intesa come oggi la conosciamo, ci pensa Barbara Cipri attraverso un puntuale e attento excursus storico. Zaly Caddeo ci descrive invece la vita e la personalità di un grande fotografo contemporaneo: Ernesto Bazan. Il presidente Parisi esprime le sue opinioni riguardo alcuni scatti della fotografa Anastasia Chernyavsky. Non è trascurato l’aspetto più squisitamente tecnico: Rocco Romola descrive minuziosamente le caratteristiche di un obiettivo e il giovanissimo Daniele Ligato ci spiega come scattare foto in notturna.

Dulcis in fundo c’è lo spazio dedicato a voi: sono pubblicate alcune vostre foto del contest che si è svolto su Facebook il mese scorso. Ci sono anche le informazioni su due concorsi cui vi invito a partecipare, potrebbero regalarvi grandi soddisfazioni. Anch’io ho voluto dire la mia a pagina tredici, realizzando una breve e personale lettura su uno scatto di Letizia Battaglia.

A tal proposito vi invito a dire la vostra, ovviamente non solo sul mio articolo ma sull’intera rivista. Le critiche costruttive e i suggerimenti saranno ben accolti, di questo si nutrirà il nostro lavoro. Rinnovo infine un ringraziamento a tutti i preziosi contributi forniti dai collaboratori e vi auguro una buona lettura accostata da una buona luce.

Potete scaricare il numero dalla relativa pagina su questo sito, oppure leggerla direttamente su ISSUU.com, a questo indirizzo.

Giuseppe Bova

IO SCRIVO – di R.Mancini

Io scrivo: quando di una mia fotografia vorrei invogliarne l’attenzione su ciò che m’ha spinto a scattarla, quando d’un filmato selezionato tra quelli che amo di più, vorrei far cogliere il senso dell’armonia, se si tratta di un brano musicale, o di una particolarità inusuale se si tratta d’un inserto da giornali o riviste per sottolineare le stranezze o le meraviglie del nostro essere uomini.

Scrivo anche per meno: ringraziare per un “mi piace” che non vuol dire tanto “è bello” quanto “ecco, ci sono” quando al termine “amicizia” si diede, da freddi codificatori di un network, un significato troppo ridondante per quello che s’è poi rivelato.

Scrivo per risponderti con cortesia e per dirti che ho sempre amato il rumore del pennino sulla carta e la scia di blu o di nero che si posava sul bianco piano per poi evaporare in meno che il giungere alla prossima parola, senza più bisogno dunque nè della polvere asciugante delle penne d’oca o di quel dondolo assorbente che troneggiava sulle grandi scrivanie di una volta.

Eppure ancora oggi ho ogni tanto bisogno di intingere in un calamaio e i secchi colpi di questa tastiera non mi danno niente se non il piacere di pensare che questa mia breve nota ti sarà gradita.

Scriverei fino a stasera parlando di mille cose per uscire sempre più dal guscio che ormai ci opprime tutti e penso con tristezza alla gioa che prova un ragazzo o una ragazza di oggi che si vedono il simbolo di una busta sul cellulare quando io invece, quando ero militare, pregai la mia ragazza che mi scrivesse in buste colorate perchè se ne cogliesse a distanza, tra le mani del caporale, la presenza della missiva e se ne gustasse la innocente, dolce invidia dei commilitoni!

Ah, scriverei fino a stasera! Ciao, Rino. (da una risposta ad un amico!)

DUE MILLENNI FA, UN CORPO DI OGGI! – di R.Mancini

Ho già “postato”, in occasione della Festa delle Donne, il piccolo dipinto di Pompei, conservato al Museo di Napoli, che raffigura Flora, la dea romana e italica della fioritura che, col tempo, venne intesa come dea della Primavera che raccoglie piccoli fiori nel cesto che porta al braccio sinistro.

 Niente di particolare, direte, se non il gradevole senso della Natura nella sua bellezza semplice e disarmante di un piccolo giardino e di delicate piante che ondeggiano lentamente al leggero soffio d’una brezza carezzevole e tonificante.

No, per me c’è molto, ma molto di più. Prima di tutto il taglio della figura che vedo di una modernità unica nel suo incedere di spalle con una distribuzione di particolari atti a bilanciare artisticamente la visione d’insieme.

Così il cesto che si protende verso sinistra mentre un lembo della veste, in basso, ondeggia, sottolineando il movimento, verso destra, quasi in una diagonale atta a controbilanciare quanto sottolineato nuovamente dalle singole dita ben in vista della mano destra che raccoglie il fiore, o dai piedi che, vicinissimi per i piccoli passi, sottolineano un incedere elegante e quasi da moderna modella d’alta moda.

 E quel collo, quasi alla Modigliani, che annuncia un volto delicato ed amabile avvezzo alle gioie che nella vita possono ritrovarsi anche nella semplice raccolta di alcuni fiori.

 E poi…altro che fisicità di oltre 2000 anni fa, con strutture e particolarità fisiche non ancora sviluppatesi come nell’era moderna per nuove caratteristiche alimentari e di sviluppo psico-somatico.

 La giovinetta era ben fl slanciata proprio come una gran bella ragazza di oggi.

Per questo, ricordo, che i custodi del Museo dovettero con gentilezza insistere perchè lasciassi la sala superata abbondantemente l’ora di chiusura.(Rino Mancini)

EVENTO UFFICIALE: Visita Guidata al Comune di BOVA

Senza-titolo-1L’Amministrazione di IMAGORA’, in collaborazione con il comune di Bova, è lieta di comunicare il primo evento ufficiale del 2013.
Grazie alla sinergia con l’amministrazione comunale del noto centro grecanico, è stato possibile organizzare una visita guidata al borgo, di notevole interesse storico, ambientale, antropologico e naturalistico. La visita è programmata per il 2 GIUGNO 2013 (di seguito i dettagli)

Bova che con i suoi 915 metri di quota rappresenta una delle principali porte d’accesso al Parco Nazionale dell’Aspromonte. Faro culturale e morale dei Greci di Calabria, tra i 217 Borghi più Belli d’Italia e tra i 21 Gioielli d’Italia, Bova oggi offre al visitatore la possibilità di immergersi in un ambiente dal fascino unico, dove storia, cultura, antiche tradizioni e splendidi paesaggi, propri di una natura incontaminata, catturano e ipnotizzano.

Trascorrere una giornata a Bova permette di godere delle sue bellezze naturali, architettoniche, culturali, artigianali, eno-gastronomiche, ma anche soltanto di passeggiare tra le strette e suggestive viuzze del centro storico dalle quali si aprono continuamente  scorci panoramici di rara bellezza con la vista che spazia portandosi dall’Etna allo ionio, dalla fiumara Amendolea alle prime propaggini dell’Appennino calabro. Continua a leggere

HISTORY – FULL IMMERSION AL CONFINE DEL REGNO DELLE DUE SICILIE – di R.Mancini

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Elaborazione fotografica – Casa in zona Taureana di Palmi (RC)

Era un’escursione da un vicino campeggio la mia, a due passi dall’autostrada, quindi con un potenziale di visite da far impallidire Palazzo Pitti.

 Era un rudere, appunto,tra sterpi e degrado, antico posto di confine e di dogana tra due stati di un’Italia che, non ci fosse stata l’Unità, sarebbero rimasti ancor oggi sovrani e rispettati nel mondo.

 Lì si sarebbe potuto ricostruire un pezzo di Storia con soldati e divise borboniche e papaline, con rastrelliere piene d’armi ed alabarde, con tavoli e panche con lumi e candele, bandoliere alle pareti e capezze e selle nelle adiacenti  stalle.

 E fuori, ben evidenti ed oggetto di manutenzione maniacale, carri con derrate alimentari e nobili carrozze con manichini agghindati d’abiti ottocenteschi sia nobiliari che del ceto medio con bene in vista tra le loro mani, plastificati per ogni tutela contro il tempo, lasciapassare, salvacondotti su pergamena che consentivano il passaggio di questa frontiera.

Ci sarebbero state file di turisti paganti e scolaresche, file di studiosi e amanti della affascinante Macchina del Tempo della Storia, posti di lavoro ed un indotto da promuovere con capillare propaganda su rete a livello mondiale.

E non so se avrebbero predominato le cicale, in pieno agosto, come capitava a me di udire, o gli scatti delle macchine fotografiche dei giapponesi e turisti da ogni parte del mondo, a caccia, in quel contesto, anche di una salamandra su un muro da immortalare.

La Frontiera Americana coltiva la sua breve storia con questi apparati turistici di allevatori e pionieri!

 Noi avremmo avuto di che mostrare reperti di Stato Pontificio e Regno delle due Sicilie e lo stesso si sarebbe potuto fare lungo le coste per le mille torri di avvistamento delle scorrerie saracene ed altro ancora che il nostro scrigno Italia profonde a piene mani ma ad una ottusaggine politica che fa accapponare la pelle.

Gerhard Rohlfs, un tedesco in Aspromonte

Gerhard RohlfsDomenica 21 aprile 2013 sono andato con la mia famiglia alla giornata organizzata dal Kiwanis Junior Club di Reggio di Calabria intitolata “Alla Scoperta di Bova Grecanica” in occasione della prima uscita ufficiale dello stesso Club che si occupa di solidarietà fornendo servizi ai meno fortunati oltre che alla promozione della cultura fornendo “service” a favore dei vari contesti disagiati.

Arrivati nel Comune di Bova siamo stati gentilmente accolti dai rappresentanti dell’Amministrazione locale il Sindaco Santo Casile ed il Vice Sindaco Dott. Gianfranco Marino con delega al turismo ed alla cultura. Nella centrale piazza Roma si è svolta una breve cerimonia con i saluti e la consegna di targhe commemorative ed i discorsi degli Amministratori Comunali di Bova che rappresentavano la comunione d’intenti con il Club Kiwanis al fine di promuovere la cultura, l’arte e l’eno-gastronomia di uno dei borghi  come Bova che è stato inserito lo scorso mese di febbraio tra i 21 “Gioielli d’Italia” certificati dal Ministero per gli Affari Regionali, il Turismo e lo Sport.

Dopo la breve cerimonia, abbiamo iniziato il percorso storico-gastronomico nell’affascinante borgo Calabrese ed alla fine dello stesso, abbiamo visitato il bellissimo Palazzo Tuscano, ove all’interno con piacere scoprivo la presenza di una mostra fotografica di Gerhard Rohlfs (Berlino 14/07/1896 – Tubinga 12/09/1986) filologo, linguista e glottologo. Continua a leggere